Il ritorno dei Chemical Brothers in Italia

Il ritorno dei Chemical Brothers in Italia

La prima volta che vidi i Chemical Brothers live ero un giovane studente universitario. Erano gli anni di Surrender. Hey Boys Hey Girls imperversava in ogni party che meritava la presenza, e il video con gli scheletri (della regia di Dom & Nic) non smetteva di pietrificare lo sguardo di chi lo intercettava per caso su Mtv Italia.

Io ero all’Heineken Jammin Festival ad Imola per uno dei miei primi servizi come fotografo a seguito del fidato amico Nick per The Games Machine (di quella edizione ricordo la partita a biliardino con Liam Gallagher e l’aperitivo con i Bluvertigo ed Asia Argento, ma è un’altra storia). Per una scaletta improbabile e alquanto bizzarra gli elettronici Chemical suonavano dopo il rockissimo Piero Pelù e tutto il suo entusiasmo fresco reduce dal divorzio con Renzulli (divorzio che poi grazie all’amore per la musica è rientrato come Albano e Romina insegnano).

Con Nick eravamo a bordo palco in attesa della fine di Pelù (che la sera prima aveva rifiutato una storica sfida acalcio balilla con gli Oasis) sorseggiando una fantastica Heineken e constatando che le bottiglie della sala stampa, oltre ad essere gentilmente offerte senza limite dagli olandesi erano anche particolarmente buone rispetto alle sorelle del supermarket (una partita selezionata per la stampa?).

Il toscano non si risparmiava nel suo live molto di cuore, giocava con il pubblico, schitarrava, correva… ma finito il concerto sono bastati i pochi minuti del cambio palco per capire che ci saremo trovati di fronte a qualcosa di totalmente nuovo. La postazione dei due inglesi era una sorta di laboratorio concentrato delimitato da due schermi giganti e da tanti cavi. Le luci a giorno cedevano il passo ad una ritmica intermittenza (mandando in crisi tutti i fotografi: come si scatta al buio?).

Ma la cosa più incredibile era il modo in cui riuscivano a coinvolgere il pubblico trasformato in un’unica massa danzante. E quando è arrivato il pezzo del momento, Hey Boy Hey girls Nick mi strattona e mi dice: “guarda un po’ il pubblico!” inizio un panoramica visiva a 360°… i colleghi fotografi a lato? ballano.

I freddi palestrati della security? ballano. Il pubblico? Balla. I ragazzi dietro gli stand delle birre? Ballano. Gli operatori del 118? ballano…. i carabinieri? Ballano??? (per la cronaca non è che ballassero proprio, ma muovevano a tempo piedi e mani cercando di rimanere immobili con il busto. Ma per me quello era già ballare). Insomma uno spettacolo incredibile.

Ecco, sapere che questa estate i Chemical saranno di nuovo in Italia mi riempie solo di gioia. Sapere che con Gogosound non avrò neanche il problema di trovare con chi andare fa si che mi senta già lì.

 

 

 

 

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Massimo

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